METODO GROWTH HAKING APPLICATO ALLA MODA

due realta'
- DISTRIBUZIONE RETE VENDITA PER BRAND GIA' ATTIVI
- LANCIO DI UN PRIVATE LABEL ALLE PRIME COLLEZIONI

1: BRAND GIA' ATTIVI.

Distribuzione
in rete vendita.

Questa sezione è dedicata a realta’ gia’ presenti sul mercato NON ADATTA A BRAND EMERGENTI O STARTUP e con un discreto posizionamento sui mezzi di comunicazione:
SOLITAMENTE I PARAMETRI RICHIESTI DALLE AZIENDE (VERE) CHESI OCCUPANO DI DISTRIBUZIONE SU LORO RETE VENDITA SONO:

  • 3 STAGIONALITA’ PREGRESSE
  •  LOOKBOOK DI PRESENTAZIONE SU PROGRAMMATO
  • PRESENZA ANNUALE SU TRE RIVISTE E BLOG DEL SETTORE
  • VERIFICATA CAPACITA’ DI PRODUZIONE SU GROSSE QUANTITA’
  • CERTIFICAZIONE E PROVENIENZA DI PRODUZIONE 
  • ACCOUNT MANAGER DEDICATO PER RELAZIONI DI STOCKAGGIO
  • MINIMI QUANTITATIVI IN BASE AL SETTORE

1: BRAND STARTUP

Forti della nostra azienda YOUBEKEY s.r.l. operiamo utilizzando da anni come per i grandi brand ma anche per i piu’ piccoli o per le fasi embrionali il METODO

GROWTH HACKING

PROMOZIONE LANCIO ED IMPLEMENTAZIONE DEL BRAND

cosa vuol dire?

Crescita hacking: è tutta questione di mindset

Il growth hacking è una disciplina che si occupa di accelerare la crescita di un’azienda attraverso l’utilizzo di strategie e tecniche innovative. Negli ultimi anni, il growth hacking ha acquisito una grande popolarità, soprattutto tra le startup.

Tuttavia, c’è un grande equivoco che circonda questa disciplina. Molti pensano che il growth hacking sia semplicemente un insieme di tecniche e strumenti che possono essere applicate a qualsiasi azienda, indipendentemente dal suo settore o dalle sue dimensioni.

Questa visione è sbagliata. Il growth hacking non è una formula magica, ma piuttosto un approccio mentale che deve essere adottato da tutta l’azienda.

Il growth hacking è un mindset

Il growth hacking è un approccio che si basa su alcuni principi fondamentali, tra cui:

  • L’attenzione ai dati: il growth hacker deve essere in grado di raccogliere e analizzare i dati per capire come i clienti interagiscono con il prodotto o servizio dell’azienda.
  • L’orientamento al test: il growth hacker deve essere disposto a sperimentare nuove idee e strategie per trovare quelle che funzionano meglio.
  • La focalizzazione sulla crescita: il growth hacker deve avere come obiettivo principale quello di far crescere l’azienda.

Questi principi non possono essere applicati semplicemente seguendo una lista di tecniche e strumenti. Devono essere adottati da tutta l’azienda, a partire dai vertici.

I tool non sono tutto

I tool sono un mezzo, non un fine. Il growth hacking non si basa sull’utilizzo di un particolare strumento o tecnica, ma piuttosto su un approccio mentale che si concentra sulla ricerca di soluzioni innovative per risolvere i problemi

Chi è il professionista 
del growth hacking?

Una definizione di growth hacker sottolinea la versatilità e l’applicabilità del concetto. Un growth hacker è colui che possiede un segreto per il successo, indipendentemente dal fatto che si tratti di far crescere rapidamente un profilo Instagram, attirare l’attenzione durante un discorso, o aumentare le vendite.

Qual è la differenza tra un web marketer e un growth hacker? 
Un articolo su Quora offre interessanti spunti di riflessione su questo confronto. Esso mette a confronto definizioni e termini legati alla professione di growth hacker e alle molteplici variabili, dal growth developer al technical growth specialist, fino ad arrivare a improbabili fusioni tra growth marketer o technical growth marketer.

5 PUNTI FONDAMENTALI DEL GROWTH HACKING

PRIMO

Il primo aspetto da considerare quando si parla di growth hacking è inevitabilmente il fatto che si tratta di un approccio DATA DRIVEN 
Cosa significa “DATA DRIVEN”? Significa essere guidati dai dati, e purtroppo  è diventato uno di quei concetti che negli ultimi anni è stato usato in maniera impropria. Abbiamo quasi svuotato questo concetto di significato, e in realtà essere orientati ai dati non è affatto semplice, poiché comporta almeno tre cose: sapere quali dati leggere, il che di per sé non è banale, saper interpretare correttamente questi dati e infine sapere quali decisioni prendere basandosi su tali dati. In realtà, questo non è affatto semplice. Molte aziende affermano di essere orientate ai dati solo perché ogni tanto danno un’occhiata alle analisi, ma in realtà non adottano un approccio di questo tipo e non sono guidate dai dati nelle loro scelte.

 

SECONDO

Il secondo aspetto da considerare riguardo al growth hacking è che vede il marketing e il prodotto come due facce della stessa medaglia, non più come attività separate. In pratica, questo significa che lavoriamo su un prodotto e poi ci preoccupiamo del marketing, senza separare le due attività. A proposito di questo, mi piace citare Michael Brenner, ex capo marketing di SAP, che ha descritto il growth hacking dicendo che è il futuro del marketing, ma è ciò che il marketing avrebbe dovuto essere fin dall’inizio. Questa citazione mi piace molto perché parla del futuro attingendo alle radici e alle origini del marketing che forse nel corso degli anni abbiamo un po’ perso di vista.

TERZO

Il terzo fondamento del growth hacking è senza dubbio l’aspetto della sperimentazione, che forse è la caratteristica principale di questa disciplina e metodologia. Fondamentalmente, il growth hacking significa fare test, tutto qui. Se dovessimo dare una definizione semplice di growth hacking sarebbe questa; tutto il resto sono solo chiacchiere. Il growth hacking mette in discussione qualsiasi cosa, ammettendo quasi filosoficamente di non sapere nulla e procedendo a testare qualsiasi cosa. Quando dico “qualsiasi cosa”, intendo sia gli aspetti del prodotto sia quelli del marketing, come menzionato nel punto 2, poiché sono strettamente collegati tra loro.

QUARTO

Il quarto pilastro del growth hacking è il fatto che è basato su cicli iterativi che si ripetono continuamente. Per chi è familiare con metodologie come Agile nello sviluppo o con l’in-startup nel mondo delle start-up, il growth hacking ha le stesse radici perché tutti questi metodi attingono agli stessi principi e sono basati sul concetto di iterazione continua. Legandoci al punto precedente della sperimentazione, il growth hacking  non è altro che un loop continuo di sperimentazione. All’interno di questo loop ci sono quattro fasi: l’analisi e la raccolta di dati, l’ideazione e la pianificazione o prioritizzazione per capire cosa sperimentare prima, seguite dall’esecuzione vera e propria. Dopo l’esecuzione si ritorna all’analisi per valutare cosa ha funzionato, cosa no, e cosa abbiamo imparato dagli esperimenti precedenti. Questo ciclo si ripete costantemente.

QUINTO

l quinto e ultimo punto, quindi il quinto pilastro del growth hacking, è sicuramente il fatto che è un processo centrato sull’utente, che rimette l’utente al centro di tutto. Parlare con gli utenti è fondamentale ed è anche una delle cose più economiche, semplici e immediate che le aziende possono fare. In realtà, non tutti lo fanno, anche se teoricamente dovrebbero. Parlando con gli utenti si imparano molte cose che poi influenzano il prodotto e il modo in cui viene comunicato. Tra i cinque punti, questo è probabilmente il più importante. Anche se non vi interessa il growth hacking, vi prego di tenere a mente questo punto: parlate con i vostri utenti.

CREAZIONE SHOP ON LINE:

PER COMINCIARE QUALI SONO LE PIATTAFORME PIU USATE
PER LA PUBBLICAZIONE E LA GESTIONE VENDITE di UNA COLLEZIONE IN AMBIENTE MODA
SIA IN STARTUP CHE IN PRIVATE LABEL:

LE PIATTAFORME SECONDO LE NOSTRE RICERCHE, PIU’ VALIDE E
PER  BASARE  UNA CREAZIONE PERSONALIZZATA E DI ESCLUSIVA PROPRIETA’ DEL BRAND

  • WOOCOMMERCE
  • MAGENTO
  • PRESTASHOP
  • CREAZIONE IN LINGUAGGIO NATIVO

LE PIATTAFORME SECONDO LE NOSTRE RICERCHE, PIU’ VALIDE E
PER  BASARE  UNA CREAZIONE SU PIATTAFORME GIA’ PRONTE MA CON USO IN ABBONAMENTO NON DI PROPRIETA’ DEL BRAND

  • SHOPIFY
  • SQUARESPACE

La differenza in termini di investimento economico tra creare una piattaforma e-commerce con una programmazione personalizzata e l’acquisto di una struttura web da personalizzare e rendere operativa rispetto all’utilizzo di piattaforme già pronte ma non di proprietà del brand e soggette a pagamento mensile, può essere significativa.

Creare una piattaforma e-commerce con una programmazione personalizzata richiede un investimento iniziale più elevato in termini di costi di sviluppo e tempo. Tuttavia, avendo il controllo totale sulla piattaforma, il brand può adattarla esattamente alle proprie esigenze e avere maggiore flessibilità nel lungo termine per apportare modifiche e miglioramenti senza costi aggiuntivi.

D’altro canto, l’acquisto di una struttura web da personalizzare e rendere operativa o l’utilizzo di piattaforme già pronte ma a pagamento mensile possono comportare costi più contenuti inizialmente. Tuttavia, nel tempo, i costi mensili possono accumularsi e diventare significativi, soprattutto se il business cresce e il traffico aumenta. Inoltre, l’utilizzo di piattaforme non di proprietà del brand potrebbe limitare la personalizzazione e l’adattamento alle esigenze specifiche del business.

In sintesi, la scelta tra creare una piattaforma personalizzata o utilizzare piattaforme pronte dipende dalle esigenze, dalle risorse disponibili e dalla strategia a lungo termine del brand. È importante valutare attentamente i costi a breve e lungo termine, nonché i vantaggi e gli svantaggi legati a ciascuna opzione prima di prendere una decisione.

CREAZIONE CONTENUTI:

COSA E’ NECESSARIO PER LA CREAZIONE DI UN SITO WEB ECOMMERCE:

  • Scheda tecnica prodotti
  • Scatto in Piano
  • Scatto indossato su Limbo
  • Scatto indossato Ambientale
  • Video presentazione Brand
  • Video presentazione capi
  • Pubblicazione e settaggio
  • Ottimizzazione Piattaforma
  • Piano di Promozione divulgativa

CREAZIONE CONTENUTI
alcuni video promo creati per brand emergenti

“La nostra azienda offre servizi di realizzazione video per campagne promozionali dedicate alle collezioni moda. Con il nostro team esperto e creativo, siamo in grado di creare video accattivanti e di alta qualità che mettono in risalto le ultime tendenze di moda e i prodotti della vostra collezione. Utilizziamo tecniche di ripresa innovative, editing sofisticato e una colonna sonora coinvolgente per creare video che catturano l’attenzione del pubblico e comunicano in modo efficace lo stile e l’essenza della vostra marca. Clicca sul link qui sotto per visualizzare alcuni dei nostri lavori.”

PUBBLICITA SU: GOOGLE - META - GUERILLA MARKETING

reare campagne promozionali per la divulgazione di un nuovo brand è una sfida che richiede una strategia personalizzata in base alle caratteristiche specifiche del brand e del mercato di riferimento. Non esistono metodi universali, poiché ogni progetto è unico e richiede un approccio su misura. Tuttavia, ci sono diversi mezzi comunemente utilizzati per promuovere un nuovo brand in modo efficace. Vediamo nel dettaglio alcuni di essi:

Guerilla Marketing: Il Guerilla Marketing è una forma creativa e non convenzionale di promozione che mira a catturare l’attenzione del pubblico in maniera sorprendente e innovativa. Questa strategia si basa spesso sull’uso di mezzi non convenzionali e inaspettati per creare impatto e coinvolgimento. Ad esempio, si possono organizzare flash mob, installazioni artistiche o eventi stradali per generare buzz attorno al brand.

Campagna Google Ads: Le campagne pubblicitarie su Google Ads sono uno strumento potente per raggiungere un vasto pubblico online. Attraverso annunci testuali, display, video o shopping, è possibile promuovere il brand e i suoi prodotti o servizi direttamente agli utenti interessati, sfruttando le parole chiave pertinenti per il settore di riferimento.

Campagna su Facebook e Instagram (Meta): Le piattaforme di social media come Facebook e Instagram offrono ampie possibilità di pubblicità mirata. Attraverso annunci sponsorizzati, post promozionali e campagne di engagement, è possibile raggiungere specifici target di utenti in base a interessi, demografia e comportamenti online.

Campagna divulgativa nelle pubbliche relazioni e creazione eventi: Le attività di public relations e la creazione di eventi sono fondamentali per costruire e consolidare l’immagine del brand. Attraverso comunicati stampa, collaborazioni con influencer, organizzazione di eventi esclusivi o partecipazione a fiere di settore, è possibile aumentare la visibilità del brand e instaurare relazioni con il pubblico e i media.

In conclusione, la creazione di campagne promozionali efficaci per la divulgazione di un nuovo brand richiede una strategia integrata che combini diversi mezzi di comunicazione e promozione. È fondamentale adattare le strategie alle specifiche esigenze del brand e monitorare costantemente i risultati per ottimizzare le performance delle campagne nel tempo.