POLIESTERE. OLTRE IL LUOGO COMUNE.
Parlare di poliestere significa parlare di una delle fibre che hanno cambiato più profondamente il modo in cui progettiamo, produciamo e utilizziamo l'abbigliamento.
La sua diffusione non dipende soltanto dal costo. Il vero punto di forza è la combinazione tra resistenza, stabilità, leggerezza e facilità di gestione.
Non è però una fibra perfetta. Traspirabilità, gestione degli odori, origine fossile e dispersione di microfibre sono aspetti che un brand dovrebbe conoscere prima di sceglierla.
COS'È DAVVERO
IL POLIESTERE?
Il poliestere utilizzato nel tessile appartiene alla famiglia delle fibre sintetiche. La forma più diffusa è il PET, polietilene tereftalato, un polimero ottenuto attraverso processi chimici che partono tradizionalmente da materie prime di origine fossile.
Una volta prodotto il polimero, il materiale viene trasformato in filamenti estremamente sottili che possono assumere caratteristiche molto differenti a seconda della lavorazione.
Ed è proprio qui che nasce uno degli equivoci più comuni: parlare di “poliestere” come se identificasse un unico tessuto. In realtà la stessa fibra può generare materiali dall'aspetto, dalla mano e dalle prestazioni profondamente diverse.
Una fibra progettata per essere stabile.
Il poliestere tende a mantenere bene la propria forma, resiste all'usura e assorbe pochissima acqua. Per questo asciuga rapidamente e reagisce bene ai lavaggi frequenti.
La sua natura termoplastica permette inoltre di utilizzare il calore per stabilizzare forme, pieghe e strutture. Una caratteristica particolarmente interessante nella progettazione moda.
ESISTE IL MATERIALE GIUSTO PER IL PROGETTO.
PERCHÉ LA MODA
LO UTILIZZA COSÌ TANTO.
RESISTENZA
Sopporta bene abrasione, utilizzo intenso e lavaggi frequenti. Mantiene inoltre una buona stabilità dimensionale.
ASCIUGATURA RAPIDA
Assorbe poca umidità all'interno della fibra. Una caratteristica fondamentale per sportswear e prodotti tecnici.
FORMA
Si sgualcisce poco e può conservare pieghe, plissé e lavorazioni impostate attraverso il calore.
COLORE
Permette di ottenere colorazioni intense e stabili, adatte anche a prodotti sottoposti a utilizzo frequente.
DALLO SPORT
ALLA MODA.
QUANDO IL POLIESTERE
INCONTRA ALTRE FIBRE.
PERFORMANCE ALTA.
IMPATTO DA CONSIDERARE.
La versione vergine nasce principalmente da risorse fossili e il materiale sintetico non possiede la biodegradabilità tipica di molte fibre naturali.
RICICLATO SIGNIFICA MIGLIORE?
Il poliestere riciclato, comunemente indicato come rPET, permette di produrre nuova fibra partendo da materiale plastico già esistente, come imballaggi in PET o scarti compatibili con i processi di riciclo.
Il vantaggio è intuitivo: ridurre la necessità di utilizzare nuova materia prima fossile e dare un secondo utilizzo a materiale già prodotto.
Ma “riciclato” non significa automaticamente “circolare”.
La valutazione deve considerare l'intero ciclo del prodotto. Un tessuto può contenere materiale riciclato e continuare ad avere problemi legati alla dispersione di microfibre o alla difficoltà di essere nuovamente riciclato una volta trasformato in un capo complesso.
Per BEBRAND il punto non è trasformare una fibra in uno slogan sostenibile. Il punto è scegliere materiali, costruzioni e quantità coerenti con il progetto e con il reale utilizzo del prodotto.
